Guida Completa alla Nuova Sabatini: Come Finanziare i Beni Strumentali della tua PMI

Agevolazioni per le PMI

Nuova Sabatini 2026: come funziona, quanto si recupera e come evitare la revoca

La Nuova Sabatini è la misura del MIMIT che sostiene l’acquisto di beni strumentali nuovi da parte delle PMI. Non sconta il prezzo del bene, ma eroga un contributo in conto impianti commisurato agli interessi di un finanziamento bancario o di un leasing di 5 anni.

Quanto si recupera su 100.000 € di investimento

Il contributo dipende dalla tipologia di bene e viene calcolato su un tasso convenzionale applicato a un finanziamento di 5 anni:

Tipologia di beni Tasso convenzionale Contributo lordo su 100.000 € % sull’investimento
Beni ordinari (macchinari, impianti, attrezzature, software) 2,75% 7.717,37 € 7,72%
Beni Transizione 4.0 e Green 3,575% 10.092,38 € 10,09%
Linea Capitalizzazione (micro e piccole imprese con aumento di capitale) 5,00% 14.258,76 € 14,26%

Parametri del finanziamento

  • Importo finanziabile: da 20.000 € a 4.000.000 € per singola impresa.
  • Durata: massimo 5 anni, con eventuale preammortamento fino a 12 mesi.
  • Dotazione: 650 milioni di euro per il biennio 2026-2027 (200 milioni nel 2026 e 450 nel 2027), come previsto dalla Legge di Bilancio 2026.
  • Erogazione del contributo: in unica soluzione per finanziamenti fino a 200.000 €; in quote annuali entro 6 anni per importi superiori.

Requisiti di accesso

  • Beneficiari: micro, piccole e medie imprese regolari e iscritte al Registro delle Imprese, di tutti i settori produttivi, escluse le attività finanziarie e assicurative.
  • Regime d’aiuto: esenzione GBER (art. 17 Reg. UE 651/2014), con intensità massima del 20% per micro e piccole imprese e del 10% per medie imprese. Non rientra nel de minimis.
  • Avvio dell’investimento: ordine, conferma d’ordine o acconti possono essere effettuati solo dopo l’invio della domanda via PEC alla banca convenzionata.
  • CUP in fattura: acconti e saldi devono riportare il CUP assegnato dalla piattaforma MIMIT e la dicitura «art. 2, c. 4, D.L. n. 69/2013».
  • Tempi e vincoli: investimento da completare entro 12 mesi dalla stipula del finanziamento, con beni in uso produttivo nell’unità locale per almeno 3 anni.

Cumulabilità con altri incentivi

  • Iperammortamento: cumulabile sui beni 4.0, con la maggiorazione calcolata al netto del contributo Sabatini. I perimetri dei beni agevolabili non coincidono, quindi va verificata caso per caso.
  • ZES Unica: cumulabile nei limiti dell’intensità massima ammessa per la regione e la dimensione aziendale.
  • Fondo di Garanzia PMI: la banca può associare la garanzia pubblica sul finanziamento sottostante. Il beneficio rientra nel calcolo dell’intensità d’aiuto.

Documentazione richiesta

Fascicolo MIMIT: domanda generata sulla piattaforma benistrumentali.dgiai.gov.it e firmata digitalmente dal legale rappresentante; schede tecniche dei beni per il contributo maggiorato 4.0 o Green; prospetto dimensionale solo in caso di imprese collegate o associate.

Istruttoria bancaria: preventivi dei fornitori (senza ordini firmati né acconti), ultimi due bilanci approvati, situazione contabile aggiornata, visura camerale e visura aiuti RNA.

Rendicontazione ed erogazione: Modulo RU da trasmettere sulla piattaforma entro i termini previsti dopo l’ultimazione, dichiarazioni liberatorie dei fornitori, fatture con CUP e dicitura normativa, pagamenti tracciabili (bonifico, SEPA Credit Transfer o Ri.Ba.) e attestazione di interconnessione 4.0.

Gli errori che portano alla revoca

  • Avviare l’investimento prima della PEC: l’unico documento ammesso prima è un preventivo non vincolante. L’errore comporta l’inammissibilità senza possibilità di sanatoria.
  • Omettere CUP e dicitura normativa: la quota di contributo corrispondente alla fattura irregolare viene revocata, salvo regolarizzazione tempestiva.
  • Sbagliare il punto di partenza dei 12 mesi: il termine decorre dalla stipula del finanziamento o del leasing, non dal decreto di concessione. Non sono previste proroghe.
  • Considerare la Sabatini come de minimis: non consuma il plafond di 300.000 €, ma il cumulo con altri aiuti sulle stesse spese va contenuto entro l’intensità massima.
  • Includere beni usati, fatture sotto 516,46 € o mere sostituzioni: la spesa viene esclusa dal contributo.
  • Usare pagamenti non ammessi: compensazioni, permute, contanti o contributi in natura comportano la revoca della spesa.
  • Vendere o spostare i beni prima di 3 anni: revoca totale o parziale, con restituzione maggiorata degli interessi legali.
  • Ritardare le comunicazioni di erogazione: il Modulo RU oltre i termini, o il mancato invio del Modulo RP per le quote successive, causa la perdita delle quote residue.

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